La contaminazione dell’aria compressa è un problema reale per l’industria alimentare e delle bevande.
Osservando da vicino un moderno stabilimento di produzione di alimenti e bevande, non è difficile scoprire quanto sia esteso l’uso dell’aria compressa.
Tuttavia, spesso i responsabili della produzione e della qualità non sono consapevoli dei potenziali rischi associati a questa potente risorsa.
L’aria compressa non trattata contiene molti contaminanti nocivi o pericolosi, che devono essere ridotti a livelli accettabili per proteggere il consumatore e garantire impianti di produzione sicuri ed economicamente vantaggiosi.
I contaminanti che possono costituire un fattore di rischio per i prodotti destinati al consumo umano devono essere sottoposti a controllo allo scopo di evitare possibili conseguenze anche penali.
Per proteggere lo stato di salute dei consumatori, la maggior parte dei paesi industrializzati dispone di rigide normative in materia di igiene che è necessario rispettare in tutte le fasi di produzione degli alimenti e delle bevande:
Preparazione – Lavorazione – Produzione – Confezionamento – Conservazione – Trasporto – Distribuzione – Movimentazione – Vendita o fornitura
Di solito le normative in materia di igiene vengono rispettate in maniera rigorosa per quanto concerne i processi di produzione e fornitura ma non per le risorse, forse per mancanza di consapevolezza.
La risorsa più trascurata è l’aria compressa, che alimenta diversi processi produttivi.
Nessuno conosce il processo produttivo di un’azienda meglio delle persone responsabili del funzionamento quotidiano dei suoi impianti e l’HACCP funziona in modo ottimale se il team incaricato dell’analisi dei rischi è pienamente consapevole dei processi di produzione o si attiene a linee guida del settore chiare, buone prassi di fabbricazione (GMP) o procedure operative standard (SOP).
Purtroppo, per risorse come l’aria compressa non sono previste linee guida del settore, GMP o SOP, e questo può dar luogo a seri problemi.
La maggior parte degli utenti non è a conoscenza dei molti rischi (contaminanti) presenti nell’aria compressa, delle fonti di contaminazione e, soprattutto, di come questi si possono ripercuotere sulla sicurezza dei consumatori. Per questo motivo, il sistema di aria compressa in genere non viene inserito nel processo di valutazione dei rischi (analisi dei rischi).
Errata applicazione dei principi dell’HACCP
- I principi dell’HACCP vengono applicati solo al processo produttivo principale
- Le apparecchiature per la depurazione dell’aria compressa vengono considerate esattamente come le apparecchiature utilizzate in un impianto di produzione industriale generale, senza considerare i requisiti aggiuntivi di un impianto di produzione di alimenti e bevande
- I rischi non trattati/sottotrattati dell’aria compressa entrano direttamente nel processo produttivo, contaminandolo
- Possono emergere problemi non identificati legati alla qualità e/o ai controlli di qualità
Esecuzione dell’analisi dei rischi nell’impianto d’aria compressa
La conoscenza delle fonti di contaminazione dell’aria compressa e dei tipi di contaminanti da ridurre o eliminare è determinante nell’esecuzione della valutazione dei rischi.
Un impianto di aria compressa standard può contenere fino a dieci contaminanti principali, che devono essere ridotti o eliminati per proteggere il consumatore e lavorare con impianti di produzione sicuri ed economicamente vantaggiosi.
- Microrganismi – Prove effettuate hanno dimostrato che i microrganismi sono in grado di sopravvivere a una pressione massima di 400 bar all’interno degli impianti di aria compressa dove l’ambiente caldo e umido dei serbatoi e delle tubazioni di distribuzione ne favorisce la rapida proliferazione.
- Vapore acqueo – L’acqua entra nell’impianto ad aria compressa sotto forma di vapore (gas) e l’aria, che viene riscaldata durante la compressione, riesce a trattenere facilmente tutto il vapore acqueo che entra nel compressore.
- Vapore d’olio – I valori di vapore d’olio aumentano in modo considerevole dopo la compressione e, una volta all’interno dell’impianto dell’aria compressa, possono contaminare gli ingredienti, i prodotti finiti e gli imballaggi impregnandoli.
- Particolato atmosferico – L’aria ambiente delle zone industriali e urbane contiene milioni di particelle di sporco per ogni metro cubo. La maggioranza di queste particelle ha dimensioni inferiori a 2 micron, troppo piccole per essere intrappolate dal filtro di aspirazione.
- Acqua allo stato liquido e aerosol d’acqua – L’aria compressa viene raffreddata da un postrefrigeratore. Il raffreddamento riduce la capacità dell’aria di trattenere il vapore acqueo che, di conseguenza, si condensa passando allo stato
- Olio liquido e aerosol d’olio – Analogamente a quanto accade per l’acqua, il vapore d’olio nell’aria ambiente viene raffreddato e si condensa nel postrefrigeratore trasformandosi in olio liquido e aerosol d’olio (anche nei compressori non lubrificati).
- Ruggine e incrostazioni – Ruggine e incrostazioni possono essere attribuite direttamente alla presenza di acqua nell’impianto ad aria compressa, e di norma vengono riscontrate nei serbatoi d’aria e nelle tubazioni di A lungo andare, la ruggine e le incrostazioni si staccano dalle pareti bloccando o danneggiando i macchinari di produzione, spesso contaminando anche i processi e i prodotti finiti.
Punti critici di controllo
I punti critici di controllo (CCP) vengono identificati in seguito all’analisi dei rischi dell’impianto. È risaputo che l’aria compressa contiene molti contaminanti che possono entrare nei processi produttivi, nelle materie prime, nei prodotti finiti e nei materiali di imballaggio.
Tutti i punti in cui viene utilizzata aria compressa non trattata devono essere classificati come punti critici di controllo.
Un’analisi dei rischi eseguita in modo corretto, che includa l’impianto d’aria compressa, riesce a mettere in evidenza un elevato numero di nuovi punti critici di controllo necessari per un impianto di produzione del settore alimentare e delle bevande. Ogni punto critico di controllo richiede di essere gestito e sottoposto a monitoraggio continuo; gli eventuali guasti infatti possono causare, a loro volta, difetti di qualità.
Controllo dei contaminanti
Per far sì che un impianto d’aria compressa funzioni in modo sicuro ed efficace in termini economici, occorre ridurre la presenza di contaminanti a livelli accettabili.
L’importanza di tale operazione aumenta quando l’aria compressa viene utilizzata nel processo produttivo di alimenti e bevande.
Per garantire l’effettivo controllo della contaminazione dell’aria compressa, occorre utilizzare una serie di tecnologie di depurazione.
Agli occhi di molti utenti del settore dell’aria compressa, scoprire che in un impianto d’aria compressa sono dieci i potenziali contaminanti principali è, per certi versi, sorprendente.
Si tende infatti a pensare che i contaminanti presenti siano solo tre (sporco, acqua e olio).
In ogni caso, dal momento che possono trovarsi in qualunque fase, ognuno richiede una tecnologia di depurazione specifica perché se ne garantisca una riduzione efficace.
La tabella sottostante illustra le tecnologie di filtrazione ed essiccamento comprensive del sistema di purificazione e dei contaminanti che sono in grado di ridurre.
Arinord, attenta alle esigenze del Cliente, disponendo di una gamma completa di prodotti per la produzione e trattamento dell’aria compressa è in grado di dare soluzioni con costi di proprietà ridotti, elevata efficienza energetica, produttività e redditività.
Il nostro impegno non si esaurisce con la fornitura di prodotti ma prosegue con un efficace Servizio di Assistenza.